sabato 11 febbraio 2023

conferenza stampa "Urban Pets" (Sala della Stampa Estera, 7/2) - Aree cani in città, mappatura italiana. Città virtuose e meno. La necessità dei controlli




Ringrazio gli organizzatori (Progetto Paradiso Italia e GreenMe) per l’invito alla partecipazione a questo evento di cui condividiamo finalità di diffondere una maggiore cultura ecologica al fine di avere delle città davvero a misura di cani e gatti anche attraverso la riqualificazione delle aree verdi. L’ideale sarebbe davvero sfruttare anche piccoli spazi urbani per realizzare delle mini-foreste urbane (urban forests) con piante autoctone a più strati di vegetazione (alberi, arbusti ed erbe) secondo i metodi del botanico giapponese Akira Miyawaki, vincitore del Blue Planet Prize, utili a proteggere la qualità dell’aria e agire come un “hotspot” di biodiversità.

In molti Stati europei si stanno seguendo queste metodiche per rigenerare piccoli spazi pubblici (come i giardini delle scuole e anche le aiuole spartitraffico) o privati. Dovrebbero essere improntate a questi principi anche le aree destinate ai nostri animali, non solo i canili, che dovrebbero essere tutti dei canili-parco ricchi di vegetazione (e siamo molto lontani da questo traguardo), sia le cosiddette “aree cani”, destinate allo svago dei cani di proprietà.

Nei centri urbani queste aree dedicate ai nostri amici a quattro zampe scarseggiano e quelle già esistenti spesso sono prive di adeguata vegetazione e fanno affidamento ai singoli cittadini per la gestione, per cui sono curate nei limiti del possibile.

Una prima mappatura a livello nazionale di queste aree è fornita dal sito Areacani.it, pensato per i proprietari di cani che vogliono conoscere le aree cani più vicine alla loro casa ma anche organizzare al meglio un viaggio in una località italiana con il proprio cane al seguito. Questo è un servizio molto utile, tenuto conto del fatto che sono oltre sette milioni i cani che vivono nelle famiglie italiane. La mappatura finora realizzata conferma il noto dato per cui le città maggiormente virtuose sono collocate nel Nord Italia.

A Torino le aree per il passeggio dei cani ricoprono in totale sul territorio cittadino una superficie di circa 90 chilometri quadrati.



A Milano è previsto che a sorvegliare le aree ci siano le Guardie Ecologiche, che sono incaricate anche di informare, richiamare ed eventualmente sanzionare i proprietari dei cani che non rispettano il Regolamento d’uso degli spazi verdi e il Regolamento per il benessere e la tutela degli animali.

I controlli principalmente sono finalizzati ad evitare che le aree cani siano disseminate di deiezioni non raccolte da proprietari di cani non rispettosi dei regolamenti e questo è un aspetto su cui dover fare una riflessione.


Come sappiamo, spesso ci siamo dovuti confrontare con sindaci che proprio per evitare il problema delle deiezioni avevano emanato ordinanze per impedire ai proprietari di animali di entrare nei parchi, in comuni spesso privi di apposite aree cani, con conseguente grave limitazione di libertà per i proprietari degli animali. Questi provvedimenti sono stati puntualmente impugnati e la giurisprudenza dei Tribunali Amministrativi Regionali che si sono pronunciati sulla questione è unanime nel ritenere che queste ordinanze non solo siano eccessivamente limitative della libertà di circolazione delle persone ma anche contrarie ai principi di adeguatezza e proporzionalità.

Secondo i Tribunali Amministrativi i Comuni, in luogo dell’indiscriminato divieto di accesso dei cani alle aree verdi pubbliche, devono rendere effettive le norme che impongono la corretta gestione del cane, comprese la raccolta delle deiezioni, mediante una efficace azione di controllo e di repressione, nel rispetto del principio di proporzionalità dei mezzi rispetto ai fini perseguiti.

Da questo punto di vista le aree per cani consentono di assicurare la dovuta pulizia, essendo gli stessi proprietari degli animali interessati ad avere aree pulite dove far correre i propri cani in libertà.

Anche gruppi di cittadini possono impegnarsi a prendersi cura di un’area cane, formando un’associazione e adottando l’area con una convenzione, attraverso un progetto che può essere vagliato dall’amministrazione comunale.

Questo concetto merita di essere approfondito perché non si tratta di sostituirsi alle istituzioni. La progettazione delle aree urbane e del verde pubblico negli ultimi decenni in Italia e negli altri Stati europei si è orientata sempre più verso la sperimentazione di forme innovative di gestione, incentivando collaborazioni fra cittadini, imprese e amministrazioni, per lo svolgimento di attività per la cura e rigenerazione dei beni comuni urbani.

Negli ultimi anni si è registrato un vero e proprio cambio di prospettiva nei confronti di beni pubblici urbani, spesso soggetti a degrado e penalizzati dalla carenza di risorse pubbliche. Le norme costituzionali sulla sussidiarietà (Cost. art 118) incentivano la partecipazione attiva dei cittadini alle scelte generali di governo del territorio e cura dei beni urbani. Nel caso di un’area cani, è facilmente comprensibile, come detto, l’interesse della comunità di proprietari a che il parco venga correttamente manutenuto e gestito ed è anche facilmente intuibile l’interesse analogo dell’intero quartiere che ne viene valorizzato.

Ovviamente le istituzioni sono chiamate sempre a svolgere la loro parte, garantendo la presenza di spazi da adibire ad aree cani, dotandole delle necessarie attrezzature e indicandone le norme di gestione, facilitando così anche un comportamento cooperativo dei cittadini.

In tutti i Comuni occorre un cambio di prospettiva urbanistica con la creazione, laddove inesistente, di questi spazi realmente condivisi e funzionali, che sono anche aree di socializzazione che migliorano la vita di tutti e consentono alle amministrazioni di fregiarsi dell’immagine di comuni animal friendly.

 

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