domenica 28 dicembre 2014

Un nuovo canile per Francavilla

Un momento dell'incontro con il Sindaco per il nuovo canile
Come molti sanno, a Francavilla, nei primi giorni di dicembre 2013, a seguito delle abbondanti piogge cadute in quei giorni, si è verificata una frana che ha letteralmente distrutto il canile comunale, ubicato in contrada Vallemerlo, su di un pendio scosceso e dunque in condizioni di chiara pericolosità.
Solo grazie al lavoro dei volontari della LNDC ed al prezioso aiuto di tanti cittadini, sono stati sistemati i circa settanta cani presenti nel canile, mediante stalli temporanei presso abitazioni private.
Da allora, la sezione locale della LNDC ha chiesto insistentemente al Sindaco del Comune di Francavilla al Mare Antonio Luciani di attivarsi per provvedere alla ricostruzione del canile, sulla scorta dell’art. 5 della L. 281/91 che stabilisce che “i Comuni provvedono al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale (nel nostro caso si tratta della Legge Regione Abruzzo n. 47/2013) e avvalendosi dei contributi destinati a tale finalità dalla Regione”.
Per fronteggiare l’emergenza, è stata inizialmente individuata dall’amministrazione una struttura di proprietà della ASL sita in Lanciano alla contrada Villa Martelli, dove sono stati ospitati, fino all’8 settembre di quest’anno, i 67 cani che erano presenti nel canile, di proprietà del Comune di Francavilla al Mare, cani di cui hanno continuato a prendersi cura i volontari dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane, nonostante gli aggravi di spese per la lontananza degli animali.
Purtroppo la predetta struttura si è rivelata inadeguata, per cui l’8 settembre 2014, d’intesa con l’amministrazione comunale di Francavilla, i predetti cani sono stati in parte nuovamente consegnati a cittadini volontari, che li hanno temporaneamente presi in stallo presso le loro case, ed in parte sono stati sistemati presso vicini rifugi, sempre gestiti da associazioni protezioniste.
Si sono dunque fatte sempre più pressanti le richieste di costruzione di un nuovo canile al Sindaco di Francavilla, e questo ha portato all’approvazione, con delibera di giunta n. 327/14, del progetto preliminare per la realizzazione del nuovo canile comunale in contrada Castelvecchio.
Il luogo è molto isolato, anche se vi sono alcune abitazioni, per alcune delle quali è stata segnalata una distanza di poco inferiore a quella di 300 metri prevista dalla normativa vigente, ma tale minima divergenza dalle previsioni normative non sembra destare problemi, essendo stato riferito un parere positivo da parte degli uffici veterinari che dovrebbero assentire il progetto. Le legge non prevede particolari disposizioni sulle opere di urbanizzazione o sulle insonorizzazioni, per cui è chiaro che si dovranno rispettare in ogni caso le normative ambientali ed i limiti per le immissioni rumorose.
Il costo dell’opera è quello ordinario per la realizzazione del canile, per il quale si devono reperire le risorse, anche con i finanziamenti regionali.
La gestione del problema del randagismo viene sempre considerata come una delle ultime cose di cui occuparsi, e solo quando poi si verificano problemi che allertano l’opinione pubblica, si scatenano campagne di solidarietà, che durano finché non si spengono i riflettori dei mezzi d’informazione.
Nessuno considera che, se si seguono le indicazioni scritte nelle nostre leggi, che sono tra le più avanzate d’Europa, e che incentivano le sterilizzazioni e le adozioni dei cani, i primi a beneficiarne, oltre agli stessi animali, sono proprio le amministrazioni pubbliche, che risparmierebbero molti soldi normalmente destinati alla gestione dei cani nei canili!
Ma, per favorire queste buone pratiche (sterilizzazioni e soprattutto adozioni) è fondamentale disporre non solo di volontari premurosi e competenti, come quelli di cui dispone la LNDC, ma anche di strutture adeguate.
I canili non devono essere delle baracche ai margini della vita cittadina, ma luoghi dove si possono trascorrere momenti piacevoli alla ricerca di cani da adottare. In molte città del nord Italia stanno nascendo veri e propri canili-parco, dove si possono organizzare anche eventi didattici con le scolaresche per insegnare il corretto rapporto con gli animali, e dove gli animali vengono persino utilizzati per scopi terapeutici o di risocializzazione. Un canile può essere un’occasione di guadagno per le amministrazioni, e non solo una spesa, e questo cambio di visione è fondamentale per adeguarci agli standard delle città del nord Italia e del nord Europa.


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